Che fine ha fatto il Parco degli Iblei?

Che fine ha fatto la procedura riguardante l’iter costitutivo del Parco degli Iblei? E’ la richiesta contenuta nell’interrogazione che la senatrice del Pd, Venera Padua, ha trasmesso al ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio facendo riferimento all’articolo 26 del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, che ha previsto la nascita di alcuni parchi nazionali in Sicilia.

Oltre al Parco delle Egadi e del litorale trapanese, al parco delle Eolie e al parco delle isole di Pantelleria, la normativa comprende anche il Parco degli Iblei che dovrebbe includere parti di territorio ricadenti all'interno delle ex province di Ragusa, Catania e Siracusa. Dopo anni e anni di battaglie, grazie anche all’attività di sollecito portata avanti dalle associazioni ambientaliste, la procedura per la creazione del Parco è andata avanti seppur caratterizzata da numerose difficoltà di carattere burocratico. Il Parco è anche destinato a rappresentare un’importante sfida verso un’economia sostenibile, forse l’unica praticabile per un’agricoltura colpita dalla globalizzazione che solo nella qualità può trovare una via d’uscita alla crisi economica.

Tra gli ultimi passi che erano stati compiuti quello, ad esempio, del marzo 2015 da parte del Comune di Ragusa che aveva scelto di ampliare la perimetrazione del Parco di circa 2600 ettari rispetto ai 1300 precedenti, almeno per la parte che ricadeva sul territorio di riferimento. Da allora sono passati quasi due anni ma non si ha alcun riscontro positivo rispetto alla bontà o meno dell’iter in questione. “Mentre nei casi di altri parchi nazionali – sottolinea la senatrice Padua nel suo atto ispettivo – si è arrivati alla conclusione di un iter piuttosto lungo e travagliato, per quanto riguarda il Parco degli Iblei la situazione, invece, sembra essere ancora lungi da una definizione nella fase istruttoria, propedeutica all'adozione di uno schema di provvedimento istitutivo e di disciplina del parco.

Finora, per quanto a nostra conoscenza, le associazioni ambientaliste della provincia di Ragusa non hanno trovato un'intesa definitiva con le istituzioni locali per la perimetrazione e la zonazione dell'istituendo parco, motivo per il quale è sorta una querelle che ha allungato notevolmente i tempi di lavoro dei tavoli convocati da Ministero e Regione per definire le aree interessate dal progetto”. Nell’atto ispettivo viene spiegato, insomma, che l'iter costitutivo del parco degli Iblei è rimasto, ad oggi, sostanzialmente bloccato (nonostante la deliberazione, come detto, per la parte ragusana, adottata dal Comune di Ragusa nel marzo 2015, in cui è stata ampliata la perimetrazione del parco).

“Tuttavia – spiega la parlamentare del Pd – una sua costituzione potrebbe assolvere a funzioni importantissime per il territorio e che riguardano, da una parte, una migliore tutela naturalistica e ambientalistica e, dall'altra, forme di sviluppo economiche e occupazionali che potrebbero apportare indubbi benefici per le zone interessate”. Ecco perché la senatrice Padua ha chiesto al ministro di conoscere quale sia lo stato dell’arte relativo al processo di costituzione del Parco nazionale degli iblei. “Vorremmo che si potesse pervenire in tempi ragionevolmente brevi – aggiunge – a una conclusione dell’iter di istituzione”. 

 

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