Asp Ragusa, 47 mila euro in pubblicità: Aricò spiega le ragioni

"L'Azienda sanitaria di Ragusa è in una situazione economica assolutamente sana, tant'è che è stato appena firmato il bilancio 2016 che risulta in perfetto equilibrio, non ci sono stati tagli alle attività sanitarie di alcun genere da parte dell'azienda, non siamo in crisi economica".

Il Direttore generale dell'Azienda Sanitaria di Ragusa, Maurizio Aricò, risponde così al polverone sollevato dalla scelta di spendere 47 mila euro per una campagna di comunicazione tesa a promuovere il nuovo ospedale "Giovanni Paolo II". Rispondendo alle nostre domande, Aricò ha spiegato che l'Azienda sanitaria si trova in una situazione assolutamente espansiva e di forte crescita e che avuta conferma che finalmente l'ospedale, entro il mese di giugno aprirà, ha ritenuto opportuno il bisogno di far conoscere alla popolazione di riferimento, le caratteristiche e l'impatto del nuovo nosocomio sulla struttura sociale della città; per questo è stato chiesto, tramite avviso pubblico, se c'erano dei partner interessati a sviluppare un piano di miglioramento della conoscenza che possa aiutare l'azienda a spiegare alla gente come funzionerà il nuovo ospedale.

Ma che bisogno c'era di pubblicizzare un ospedale? Secondo il direttore, in un contesto di grande sfiducia sull'apertura del nuovo nosocomio, c'era bisogno di spiegare come cambierà la vita di tanta gente, per quale ragione sarà diverso dall'ospedale "Civile " e dall'ospedale "Arezzo" e come l'ospedale potrà essere un oggetto di cui la città si deve impadronire. Qualcuno ha evidenziato come la decisione di spendere 47 mila euro in comunicazione "stoni" con la mancanza di presidi necessari come le lenzuola in alcuni ospedali, ma Aricò ha dichiarato di non avere mai ricevuto informazioni di carenze di questo genere e che se qualcuno gli produrrà documenti di questo tipo, valuterà e risponderà a dovere.

Ma l'Azienda non avrebbe potuto da sola e con i propri mezzi comunicare le caratteristiche e le potenzialità del nuovo ospedale? "Non stiamo chiedendo di pubblicizzare l'ospedale su internet con qualche fotografia - ha dichiarato Aricò- questo avremmo potuto farlo anche attraverso i nostri canali, quello che si chiede è qualcosa di diverso: abbiamo chiesto un partner che sviluppi l'impatto sociale dell'ospedale". L'azienda sanitaria non ha provocato critiche solo sul merito della decisione ma anche sul metodo attraverso il quale è stato affidato l'incarico.

Quarantasettemila euro sono stati aggiudicati dall'unica associazione culturale di Ragusa Ibla che ha partecipato alla gara, forse pubblicizzata in maniera inadeguata? Aricò in merito a questi dubbi evidenzia come dal punto di vista tecnico, l'azienda avrebbe avuto, viste le caratteristiche, addirittura la facoltà di chiamare direttamente un partner e di affidare l'incarico senza nessuna gara. Nonostante ciò è stato fatto un avviso pubblico utilizzando il canale ufficiale di pubblicità aziendale che è lo strumento usato per tutti gli atti e che viene visitato da centinaia di persone, di solito gli annunci durano cinque giorni ma, in questo caso, siccome era il 29 dicembre e dunque a cavallo delle festività, è stato lasciato per dieci giorni.

"Non avremmo potuto fare alcuna segnalazione perchè avremmo corso il rischio di essere accusati di turbativa d'asta - ha dichiarato Aricò - tra l'altro si chiedeva solo una manifestazione d'interesse, non un prodotto finito e dunque dieci giorni sono stati più che sufficienti, se nessun'altro potenziale partner ha manifestato interesse non è stata certo colpa dell'azienda". 

 

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