Ragusa, piano di utilizzo per tassa di soggiorno

“Abbiamo assistito, l’altra notte in Consiglio Comunale, all’ennesimo spettacolo desolante: sono state stabilite alcune linee guida che mortificano, non solo il ruolo civico consesso nella sua funzione di controllo e rappresentanza, ma anche la grande voglia di trasparenza e correttezza che i cittadini chiedono da sempre”. Lo dichiara il Consigliere comunale del Lab 2.0, Sonia Migliore.

“C’è, in questa vicenda - continua Migliore - anche un risvolto tecnico da non sottovalutare che riguarda soprattutto il modo di fare turismo a Ragusa, tutto rivolto a compiacere, e quindi a soddisfare, settori ben determinati che incidono poi sulla gestione politica della stessa città. Parliamo prima di tutto dell’intero pacchetto di interventi basati sulle entrate della tassa di soggiorno che, per regolamento, ha delle percentuali di utilizzo ben definite per i vari interventi, ma anche delle finalità specifiche. Tra tra quelle l’assistenza al turista, che va accolto nel migliore dei modi, e la promozione del territorio per accrescere le presenze turistiche.

Tuttavia, ciò che è stato approvato dal Consiglio comunale contrasta apertamente con le premesse elencate”. “Ai Consiglieri – spiega l’esponente del Lab 2.0 – è stato impedito di effettuare alcun tipo di controllo perché le varie voci della delibera di Giunta erano approssimative e confuse. A parte i protocolli per la Palomar e per le chiese, delle quali non ci interessa discutere, non c’era la pur minima spiegazione degli altri interventi. Per esempio: dire che si incrementano i fondi per gli infopoints è assolutamente insufficiente; allo stesso modo,

destinare soli 10 mila euro per la voce “materiale informativo” è irrisorio se si pensa che, nei tre uffici d’informazione del Comune, transitano forse 100.000 mila persone l’anno. Persone, turisti, alle quali diamo un foglietto di carta con una piantina in italiano e inglese. Poi, non c’è nulla sulla cultura, sulla archeologia, su barocco del quale rappresentiamo la capitale. Non c’è nulla che riguardi il Castello di Donnafugata... Con una somma così cospicua, circa 600mila euro, è incomprensibile che non ci sia un occhio di riguardo per tutto”. “Di questa cifra – dice ancora Migliore – una parte consistente va alle manifestazioni “culturali” di valenza turistica. Sarebbe il caso di approfondire, una volta per tutte, questa definizione.

Chi stabilisce se questa o quella manifestazione sono turistiche o meno? Ricordo che la cultura e quindi le manifestazioni culturali sono prettamente di competenza delle amministrazioni. Resteremmo molto male se si venisse a sapere che Ragusa finanzia le proprie attività culturali di rilievo con i soldi dei turisti e per questa ragione è necessario comprendere di cosa ci si vuole occupare: cultura o turismo? Certo la cultura è tenuta in pochissima considerazione se si va a leggere che per la favorire la fruizione dei beni culturali, 18 monumenti Unesco, castelli, palazzi eccetera si spendono la straordinaria cifra di 4 mila euro”.

“Capitolo a parte merita la questione relativa agli 80mila euro per il Protocollo Marketing e Destination Management – specifica ancora il Consigliere – protocollo apertamente contestato. Nulla da dire sulla buona intenzione di creare un capitolo destinato alla promozione, ma sarebbe stato meglio spiegare nel dettaglio le modalità di intervento, a chi è rivolto, se già ci sono delle indicazioni e così via. Invece abbiamo ascoltato uno scialbo ritornello ripetuto da assessore e funzionario nel quale si affermava, con grande faccia tosta, che non c’è nulla di pronto, nessuna traccia, ma neanche come idea o parvenza della stessa. Una sola cosa è trapelata attraverso la lettura di un verbale della famosa “consulta osservatorio”: il suo presidente pro tempore, (fortemente voluto da settori ben individuati) aveva dichiarato che sarebbe stato giusto prevedere una somma decente per stilare dei protocolli con compagnie charter che potrebbero atterrare a Comiso, come ad esempio la Thomas Cook.

C’è da dire che la notizia di vari collegamenti da città europee con voli charter per Comiso con quella compagnia era stata già diramata con soddisfazione da organismi turistici del territorio”.  “Forse occorre ora “preparare la pista” per collegamenti già annunciati e certamente costosi vista l’improvvisa decisione di raddoppiare la voce relativa al protocollo. Come a dire – conclude – che qualcuno aveva già venduto la pelle dell’orso e non si poteva più tornare indietro? Con la fortuna dei numeri che hanno avuto, i pentastellati hanno trasformato in un contributificio i proventi della tassa che, se non si riesce a usarne i proventi per la programmazione turistica, tanto varrebbe abolirla”. 

 
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