Palermo, aggressione in ospedale

Dopo il recente caso del medico picchiato mentre era in servizio al pronto soccorso dell'unita' operativa complessa del Vittorio Emanuele di Catania, anche in un ospedale di Palermo e' stata registrata una nuova aggressione. Una dottoressa e un'infermiera sono state picchiate da due donne, suocera e nuora, al pronto soccorso del Civico.

Siamo così arrivati a 50 aggressioni negli ultimi 5 anni negli ospedali siciliani. "Era prevedibile, e se non si interviene è prevedibile anche una massacro di infermieri e medici per tutto il 2017", dichiara Calogero Coniglio, coordinatore Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti aderente alla confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei. "Sono trascorsi pochi giorni dalle nostre denunce a prefetture e questure, dalle due interrogazioni parlamentari presentate, dalle rassicurazioni, dalla solidarietà e le promesse del sottosegretario della Salute Faraone e dall’Assessore regionale Gucciardi a Catania.

Dopo il dossier di 48 aggressioni inviato alle Prefetture siciliane, alla Regione, ai Sindaci di Catania e Palermo ed ai Ministri della Salute e dell’Interno, dopo l’ultima l’aggressione al dott. Puleo al pronto soccorso del Vittorio Emanuele di Catania, nulla è cambiato, nessun intervento", commenta Coniglio.Un’infermiera ed una dottoressa sono state picchiate da due donne al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo, in attesa di essere visitate hanno colpito i due sanitari che hanno riportato traumi toracici e facciali.

"La denuncia di una interruzione di pubblico servizio a quanto pare non scoraggia i cittadini - dichiara Salvatore Ballacchino, segretario regionale Fsi-Usae. Attendiamo e solleciteremo affinchè i due Ministri della Salute e dell’Interno, Lorenzin e Minniti rispondano urgentemente alle interrogazioni parlamentari presentate al Senato dai senatori Scavone e Compagnoni sulle gravi carenze strutturali della Sicilia e della carenza di personale, siamo ancora in attesa delle 5mila assunzioni promesse. A distanza di 160 anni dal Regno delle due Sicilie - conclude Coniglio - non possiamo più accettare nell’era moderna che quest’isola sia ancora “irriformabile”.