La qualità urbana e gli inquinamenti ambientali

L'idea della città, delle comunità, del vivere sano in una società con cui ci si relaziona è diventata sempre più una chimera. Si vive sempre più dipendenti dalla tecnologia casalinga e si utilizzano sempre più mezzi meccanici per la nostra mobilità urbana.

E' pur vero che le nostre città sono state costruite in continua espansione in funzione di ospitare mezzi per la mobilità delle persone o delle merci e nelle piccole cittadine si è totalmente sprovvisti di mezzi pubblici per il trasporto, siano essi su gomma o su rotaie. Ciò, anche se non è rilevato – come avviene invece per le grandi città – determina una pessima qualità dell'aria che respiriamo, un inquinamento di sostanze nocive per la salute, una mobilità urbana dei mezzi privati che diventa da formica, special modo in alcune arterie principali ed in alcune ore della giornata.

Gli ultimi dati relativi allo smog in Italia ci danno città con quasi 90 giorni l'anno in cui i limiti di legge per le polveri sottili vengono superate. L'ultimo studio pubblicato da “Lancet” ci dice, inoltre, che lo smog causa gravi danni alla salute e chi vive in una zona adiacente a grande traffico urbano rischia gravi danni cerebrali. Nel 2013 l'Oms (Organizzazione Mondiale Sanità) ha stabilito che l'inquinamento è cancerogeno e cagiona demenza e Alzheimer. Un modo per invertire questo processo di degrado e di danno collaterale è insito nel nostro modo di vivere la città e di avviare processi virtuosi nel campo della mobilità cittadina.

Una maggiore sensibilità ambientale comporta una necessità inderogabile: ovvero, di ripensare la città – da parte degli architetti e dei governanti – in funzione di una mobilità che sia congeniale ad un vivere sano. Ripensare la città attraverso uno studio che attenui il traffico urbano cittadino ed al contempo crei le condizioni per sviluppare un traffico veicolare esente da inquinamento. In tutto il mondo sta aumentando sempre più l'utilizzo della bicicletta. La città deve dotarsi di un piano della viabilità urbana che rispetti i principi di salubrità, di mobilità pulita, di rispetto per un vivere sano.

Sensi unici, piste ciclabili e pedonali sono il futuro per le città in special modo nelle cittadine pianeggianti, in quanto non occorrono le bici assistite. Risparmio energetico, inquinamenti ridotti, una maggiore salute fisica e mentale diventano obiettivi conseguibili con una città pensata in funzione del benessere dei cittadini e dei suoi visitatori e non in funzione dei consumi e degli inquinamenti come è avvenuto in tutti questi decenni. Anche il legislatore sta intervenendo in maniera seria per finanziare ciclo-stazioni, interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina ed ha stanziato nuovi fondi con la legge 232 del 11 dicembre 2016 – Gazzetta Ufficiale n.297 del 21/12/2016 - .

Invertire questo processo di degrado è il compito principale per chi vuole il bene di tutta la collettività oltre che uno sviluppo sostenibile della città.
 

 
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