Ospedale di Modica: nessun taglio ai reparti

L’ospedale Maggiore di Modica con la nuova rete ospedaliera siciliana, illustrata nei giorni scorsi ai sindacati dall’assessore alla Salute Baldo Gucciardi, non subirà nessun taglio di Unità operative.

A dirlo è il deputato regionale, Nello Dipasquale, dopo un incontro avuto con Gucciardi a Palermo. “Ho ricevuto delle rassicurazioni - commenta Dipasquale – che nessun reparto sarà toccato. Al momento, tutte le valutazioni che sono emerse nascono da notizie di stampa che, però, non hanno alcun fondamento reale. La nuova rete ospedaliera metterà in condizioni le Asp di mettersi in regola su tutto ciò che era carente, per fare un esempio mi riferisco ai concorsi per le figure essenziali come infermieri e anestesisti ”. Il deputato poi spiega che il nuovo piano ancora non è stato analizzato in toto.

“Ci aspettavamo che sarebbero sorte delle polemiche, - aggiunge Dipasquale - solo che sono nate esclusivamente da notizie giornalistiche. Bisogna comprendere, però, che la nuova rete ospedaliera non nasce dalle indicazioni dei singoli parlamentari regionali o dello stesso assessore, ma scaturisce da normative nazionali cui siamo chiamati ad adeguarci. Ribadisco che l’assessore Gucciardi mi ha garantito che per quel che concerne l’ospedale di Modica, per il quale la nuova rete non prevede nulla di diverso dal piano approvato in estate, non sono previsti tagli ai reparti. Il ruolo della politica rimane quello di vigilare che sia così”. 

Tra polemiche e rassicurazione varie sulla questione dell’ospedale Maggiore di Modica, confermato a presidio di base "Modica-Scicli" ci preme sottolineare come giornalisti chiamati in causa nella nota di Dipasquale che al di là delle notizie stampa la nuova rete sanitaria regionale dovrebbe rispettare i dettami del nuovo regolamento, diventato operativo lo scorso 19 giugno, per gli Standard Ospedalieri, Decreto Ministeriale n° 70/2015, progettato nel 2012 dal ministero di Renato Balduzzi con il supporto tecnico di Agenas e del suo Direttore Fulvio Moirano. Il Decreto illustra chiaramente al suo interno gli “standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture dedicate all’assistenza ospedaliera”.

Inoltre vengono definiti tre tipi di presidi ospedalieri ecco quali:
Presidi ospedalieri di base (bacino di utenza 80.000 – 150.000 abitanti), dotati di Pronto Soccorso e delle seguenti specialità: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (h.24) di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva”. 
Presidi ospedalieri di I livello (bacino di utenza 150.000-300.000 abitanti), dotati delle seguenti specialità oltre a quelle presenti nei presidi di base: Ostetricia e Ginecologia (se prevista per numero di parti/anno), pediatria, Cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (U.T.I.C.), Neurologia, Psichiatria, Oncologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia.
Presidi ospedalieri di II livello (bacino di utenza 600.000-1.200.000 abitanti), dotati di DEA di secondo livello e di strutture che attengono anche alle discipline più complesse.

(clicca qui per leggere il decreto Balduzzi)
 

 

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