Ragusa: no alla chiusura del Museo

La provocazione del Sovrintendente Calogero Rizzuto sulla chiusura del Museo Archeologico Ibleo, in stato di evidente abbandono e degrado, non può naufragare in un mare di silenzio.

Si tratta dell’ennesima manifestazione di disagio di un territorio che oggi ha tutte le carte in regola per guidare lo sviluppo e il riscatto della Sicilia. Così la pensano un gruppo di dirigenti ragusani, che rivendicano la partecipazione del territorio al rilancio del Museo Archeologico Ibleo. Il gruppo, costituito da Gianni Bocchieri, attualmente Direttore Generale dell'Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e Consigliere di Amministrazione del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, e da Vicky Di Quattro, Costanza Di Quattro e Clorinda Arezzo del Teatro Donnafugata, ritengono che il Museo Archeologico possa costituire un pezzo fondamentale per la costruzione di una filiera turistico-culturale, finalizzata anche all'inserimento nel mercato del lavoro di giovani ragusani con alta formazione terziaria.

“Il caso del Museo può rappresentare un esempio perfetto di una politica virtuosa che voglia mettere a sistema l’esigenza di aprire nuovi spazi di lavoro, riempire un vuoto nella formazione per i giovani rispetto alle tematiche ricettivo- turistiche e puntare allo sviluppo culturale ed economico del territorio stesso”. “Il nostro appello- aggiunge Bocchieri- vuole arrivare fino all’assessore ai Beni Culturali Carlo Vermiglio e a quello al Turismo, Anthony Barbagallo, chiedendo di utilizzare anche il Programma nazionale di Garanzia Giovani come strumento per lo start-up di imprese creative ed innovative, che potrebbero trovare nel Museo il loro incubatore d'impresa”.

È evidente che in questo momento Ragusa ha a disposizione almeno tre ingredienti essenziali per determinare un rilancio importante del territorio: il riconoscimento Unesco, che va mantenuto e ben comunicato; la popolarità derivante dalla fiction di Montalbano; un'infrastruttura adeguata, come l’aeroporto di Comiso, che può rappresentare il motore reale attraverso cui convogliare turismo e occasioni di sviluppo sul territorio. “Manca- fa notare il gruppo che ha accolto l’appello di Rizzuto- una presa di coscienza del territorio stesso, che rischia di farsi sfuggire un'irripetibile possibilità di rilancio.

Vogliamo offrire il nostro impegno e contributo, mettendoci subito a disposizione del Sovrintendente Rizzuto, perché il Museo possa riprendere la sua normale attività e puntare ad obiettivi più ambiziosi, affiancato da alcuni imprenditori ed amici, oltre che dall’attività di enti e associazioni culturali come il Teatro Donnafugata e ‘Di Pasquale per la Cultura’ “.  

 

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