Ragusa, successo per Presepe di Ecce Homo

Una grande esperienza per l’intera comunità dei fedeli della parrocchia Ecce Homo. Per il quarto anno di seguito hanno animato il presepe vivente nella zona antistante la chiesa e nei locali del salone parrocchiale. Una vera e propria avventura che è stata vissuta con notevole partecipazione da tutti i figuranti i quali, con il supporto del parroco, Giovanni Bruno Battaglia, si sono adoperati per la migliore riuscita della rappresentazione vivente.

Che, non a caso, nelle sei serate in cui è andata in scena, dal giorno di Natale sino a sabato scorso, ha fatto registrare numeri importanti in termini di visite. Di certo, rispetto alle precedenti edizioni, le presenze sono risultate in crescita, nonostante il gelo polare degli ultimi giorni. Merito degli organizzatori che hanno gestito l’allestimento con estrema cura dei particolari, facendo rivivere le sensazioni e le atmosfere della Ragusa degli anni Quaranta-Cinquanta.

Ricostruzioni attente, insomma, all’insegna del “come eravamo”, che non hanno mancato di scuotere gli animi più sensibili oltre che consentire un tuffo nel passato a tutti coloro che questi tempi li hanno vissuti mentre sono serviti come esempi di una certa consistenza per tutti coloro che, pur sentendone parlare, non avevano avuto l’opportunità di trovarsi faccia a faccia con spaccati di vera e propria vita quotidiana risalente ai decenni scorsi. Il parroco e gli organizzatori hanno dunque voluto ringraziare tutti i figuranti, i visitatori e gli sponsor che hanno sostenuto l’iniziativa, in primo luogo il Comune di Ragusa (anche il sindaco Federico Piccitto è venuto in visita) ma anche Athena resort, il villaggio turistico immerso in un ambiente incontaminato che sorge sul territorio comunale.

Particolare successo hanno poi riscosso i momenti speciali che hanno contributo a rendere più lieta la presenza in occasione delle giornate del presepe: dal gruppo orchestrale con il coro dell’istituto comprensivo Maria Schininà alla chitarra di Gianni Carfì, dagli strumenti a fiato del corpo bandistico Vincenzo Bellini di Santa Croce Camerina al coro angelico Mariele Ventre diretto da Giovanna Guastella per non parlare della zampogna di Andrea Chessari. Inoltre, anche le degustazioni di “ricotta caura”, “viscotta sciuti ra machina”, “ciciri”, “biancumangiari”, “pani cunzatu” e “matalugghi” hanno contributo ad attirare l’attenzione considerato che è stato possibile legare il cibo tradizionale della città a delle figure storiche che hanno sempre rappresentato dei punti di riferimento per determinati quartieri di Ragusa, in particolare l’Ecce Homo.

Il presepe vivente, dunque, ha chiuso i battenti ma l’appuntamento è rinnovato alla prossima stagione, a partire dal dicembre 2017, per la quinta edizione. 

 

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