Il caso della discarica di Cuturi di Scicli

La discarica di contrada Cuturi a Scicli torna sotto la lente d’ingrandimento dopo la decisione del Tar. Sulla questione interviene anche il deputato regionale Orazio Ragusa. “E’ opportuno che le istituzioni facciano squadra. Dal Comune alla deputazione regionale del nostro territorio, dall’assessorato regionale Territorio e ambiente alle commissioni quarta e sesta – commenta il deputato Ragusa - che già in passato si erano pronunciate sulla spinosa questione.

L’adesione alla scelta dell’assessore regionale Maurizio Croce di ricorrere al Cga mi sembra un primo passo formale di primaria importanza a cui dovranno seguirne altri se vogliamo che ogni tipo di potenziale preoccupazione ambientale per il territorio della nostra città venga meno”. Il deputato Ragusa dopo che la prima sezione del Tar di Catania ha accolto il ricorso presentato dall’Acif con cui la società ha ottenuto l’annullamento del provvedimento emanato dalla Regione riguardante l’ampliamento dell’impianto di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi nello Sciclitano.

“Vorrei ricordare a tutti e a me stesso – sottolinea ancora Ragusa – che, nei mesi scorsi, grazie a una, per certi versi, inedita mobilitazione istituzionale e popolare, l’intero territorio sciclitano si è mosso come un solo blocco per cercare di contrapporsi a una ipotesi che lo avrebbe senz’altro visto penalizzato in maniera pesante sul piano ambientale. Non dobbiamo dimenticare neppure che attraverso i buoni uffici dell’assessore regionale Croce e gli interventi congiunti della commissione quarta e sesta all’Ars erano emerse tutta una serie di incongruenze, sui pareri che l’Arpa aveva rilasciato, che in fase di presentazione del ricorso speriamo possano trovare rinnovato credito.

Il territorio, compresa la politica, è chiamato, lo ribadisco, a fare squadra. Iniziative solitarie, in questa fase, non servono a nessuno. Fughe in avanti, da parte di alcuni rappresentanti istituzionali, su una vicenda così delicata non rispecchiano il taglio di compattezza che invece occorre dare per cercare di trovare una soluzione. Scicli non vuole l’ampliamento di questo impianto. Nulla di personale nei confronti dell’Acif. Loro fanno il loro lavoro. Ma la nostra città ha ormai delle differenti vocazioni, che guardano al turismo e alla valorizzazione dei beni culturali.

Questo insediamento significherebbe una penalizzazione senza precedenti per la nostra città e per l’ambito territoriale circostante”.