Nuove speranze per la mamma di Scicli

La giovane mamma potrà rimanere ancora tre mesi presso il centro di accoglienza Valverde di Scicli perchè, a farsi carico di tutto ciò che servirà a lei e ai suoi tre bambini, sarà il Comune di Scicli.

E' questo, in sintesi, il risultato dell'incontro che ieri mattina la sciclitana, madre di tre bambini in tenerissima età, ha avuto con i servizi sociali grazie all'interessamento dell'assessore e vicesindaco Caterina Riccotti. La donna si è detta soddisfatta dell'appoggio che le è stato manifestato e che concretamente le consentirà di tirare un sospiro di sollievo per almeno altri tre mesi. Nel frattempo lei spera di trovare un lavoro part time che le consenta di badare ai propri bambini e allo stesso tempo avere la possibilità di prendere in affitto una casetta che le consenta di vivere serenamente.

Anche in questo senso l'Assessorato sta cercando di trovare una soluzione. La donna oggi ha presentato il suo Isee che le consentirà di mettersi in graduatoria per partecipare ai cantieri di lavoro che saranno avviati dal Comune e nel frattempo si è detta disponibile anche a fare da "dama di compagnia" a qualche persona anziana del posto, con la possibilità magari di portare con sè la piccolina che ha ancora solo sei mesi. La giovane che ha appena 25 anni, ha una difficile storia alle spalle, vittima di maltrattamenti in famiglia, era stata costretta ad andare via di casa portando con sè i propri figli, senza un lavoro e senza alcun sostegno, ma finora aveva chiesto aiuto solo ad associazioni di volontariato ed istituti religiosi, evitando di rivolgersi ai Servizi Sociali del Comune perchè temeva che le venissero tolti i figli.

Da oggi in poi invece la donna sarà registrata ai Servizi Sociali che non le faranno mancare il proprio sostegno nella speranza che presto possa rendersi più autonoma. E l'assessore Riccotti ha già comunicato la presa in carico della situazione della signora, al Presidente della Fondazione San Corrado Onlus che gestisce la casa Valverde, don Ignazio la China. Quest'ultimo, da parte sua, fa sapere che per accordo tra Comune e Fondazione, la mamma sciclitana potrà restare presso la casa, solo per gli ultimi tre mesi, nell'attesa di altra sistemazione.

Il sacerdote tiene anche a fare delle precisazioni sul caso ed evidenzia, tra l'altro, come la casa faccia parte di un circuito denominato di “housing first” nato per venire incontro a famiglie con difficoltà abitative ma pienamente autonome per quanto riguarda le necessità personali e il reperimento del vitto. La casa infatti fornisce solo una stanza con bagno e la possibilità di poter usufruire dell’annessa cucina comune e della lavatrice comune. Le famiglie ospitate devono versare un contributo mensile per far fronte alle spese per l’energia elettrica, l’acqua e il metano, cosa che la donna non ha mai fatto finora.

Nonostante ciò si è fatto uno strappo alle regole, dice ancora don la China, e la signora essendo prossima al parto è stata accolta ed è stata aiutata dal Gruppo delle Volontarie Vincenziane e dal Centro di Ascolto della Caritas Cittadina. E’ stata aiutata anche tramite il supporto del Banco Alimentare e le Vincenziane le hanno fornito tutto l’occorrente per la nascita della bambina e il latte per la neonata ben oltre il primo mese. Don la China fa sapere anche che si è cercato di farle trovare un lavoro, ma che lei avrebbe sempre rifiutato.

Nessuno sfratto dalla casa, la fondazione ha deciso di diversificare l’offerta abitativa, attrezzando un piano per le urgenze e un piano per unità familiari complete. L’operatrice sociale della casa e il direttore della Caritas avevano proposto alla signora la disponibilità ad uscire dalla casa per dare modo di riadattare e pulire i locali e poi sarebbe stata la prima del 2017 ad essere inserita in questa pianificazione familiare se fosse stata ancora nella necessità di trovare una casa.

 

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