Modica rende omaggio al giornalismo

Modica celebra il giornalismo. Cento anni di informazione locale, attraverso la carta stampata che ha narrato le vicende sociali, economiche, politiche della comunità, raccontandone i progressi, le tensioni, le emergenze. Un secolo di storie raccolte nelle varie testate giornalistiche locali che negli anni si sono succedute: testimoni di un’epoca passata e di un fermento culturale che da sempre caratterizza la città della contea.

Con la mostra documentaria “Libertà di carta. Un secolo di giornalismo a Modica (1860 -1960)” la Fondazione Grimaldi, in collaborazione con il Comune di Modica e l’associazione Unitre, rende omaggio ai giornali, quotidiani, riviste, inserti, fogli di partito, bollettini economici che dal 1860 al 1960 hanno fotografato la realtà modicana. La mostra espone per la prima volta la pregiata raccolta di giornali pubblicati a Modica nel secolo indicato, un corpus che fa capo ai collezionisti Antonio e Giovanni Di Raimondo di Catania.

Si tratta di pezzi e articoli davvero unici che aiutano le generazioni attuali a conoscere meglio la società in cui vivono, ricostruendo fatti e aspetti magari poco noti, e soprattutto tramandando queste vicende ai giovani, trasformandosi in fonti informative d’eccellenza. La mostra sarà inaugurata giovedì 5 gennaio alle ore 17.30 alla sede della Fondazione Grimaldi, in Corso Umberto I, 106 a Modica. Il programma dell’inaugurazione prevede oltre agli interventi del sindaco di Modica, Ignazio Abbate, del presidente della Fondazione Grimaldi e curatore scientifico della mostra, Giuseppe Barone, di Antonio Di Raimondo e di Rinaldo Stracquadanio, anche le letture di Marcella Burderi, che ha curato l’impaginazione e l’organizzazione della mostra, di Elisa Giglio e di Lucia Trombadore.

“Siamo orgogliosi di esporre presso la nostra sede la raccolta di Antonio e Giovanni Di Raimondo, pregiata e importante per Modica – commenta il presidente Barone – La nostra città si è sempre distinta per un fermento culturale raffinato e di qualità e per la voglia di conoscere, approfondire, analizzare criticamente le vicende politiche economiche, di costume della società. Queste mostra dunque – conclude Barone – vuole essere da un lato una celebrazione, quasi un ringraziamento alla carta stampata che negli anni ha fotografato i fatti che hanno determinato lo sviluppo della comunità e dalle quali dipende certamente l’attuale realtà e dall’altra una “donazione” ai giovani perché non può esserci futuro senza la memoria del passato”.

Oggi più che mai, quando nel 2.0 una notizia muore già quando nasce.