Ragusa, Pd chiede dimissioni del sindaco

E’ una vera e propria chiamata alle armi di opposizione consiliare e di dissidenti grillini, affinchè sottoscrivano la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Piccitto, quella che lancia il capogruppo del partito democratico in consiglio comunale Mario D’Asta.

Le ostilità erano state aperte appena sotto Natale da Peppe Calabrese a nome dei circoli dem “Pippo Tumino” e Rinascita Democratica, di cui è portavoce e la posizione di nettissima rottura con l’amministrazione Piccitto viene ora ripresa in forma istituzionale dal capogruppo del partito nel civico consesso. D’Asta prima replica “alla dichiarazione del sindaco Piccitto che, come al tavolo da gioco, ha rilanciato sfidando i consiglieri di opposizione e dissidenti del suo stesso movimento, a presentare la mozione di sfiducia” e consiglia “a nostro avviso il sindaco di Ragusa dovrebbe prendere autonomamente la decisione di dimettersi dopo tre anni e mezzo di flop e azioni amministrative pari a zero.

Essere sfiduciato non è mai dignitoso poiché significa che i cittadini, tramite i propri rappresentanti in Consiglio, dichiarano il fallimento amministrativo e politico di un progetto”. Tuttavia, secondo Mario D’Asta, visto che “Piccitto, non avendo più la maggioranza e non dimettendosi, dimostrando così di tenere più alla sua poltrona piuttosto che al futuro della città, vuole essere sfiduciato, lo informiamo che il Pd già da tempo ha ribadito la necessità di mandare a casa questo sindaco e che lo stesso partito ha già stilato un documento con all’ordine del giorno proprio la “costruzione della sfiducia”.

Rifacendosi quindi alla recente bocciatura della proposta di giunta di variazioni di bilancio per circa 20 milioni di euro, da parte delle forze di opposizione e di una parte dello stesso gruppo consiliare 5 stelle, D’Asta auspica che “tutti i consiglieri, a cominciare innanzitutto dai gruppi delle opposizioni, continuando con quelli che hanno abbandonato la maggioranza, e finendo ai responsabili grillini in dissenso, siano coerenti e consequenziali alle posizioni dure, aspre e critiche prese finora, e firmino, perciò, la mozione di sfiducia poiché necessitano minimo 12 sottoscrittori.

Diversamente vorrà dire che protestano, criticano ma poi al momento di assumersi responsabilità importanti e fare scelte decisive, e pertanto abbandonare il proprio scranno non ci stanno. E ciò non renderebbe onore né ai consiglieri, né alla buona politica. Noi siamo in campo, la città ci chiede di porre fine a questa amministrazione, non ci tireremo certo indietro. C’è l’opportunità vera di mandare a casa questa amministrazione incapace ed improduttiva. Non possiamo sprecarla. Ma non dipende solo dal Pd. Adesso la parola spetta agli altri”. (da.di.) 

 

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