Essere di Danzaperdire a Ragusa

“Essere” è lo spettacolo nato per non essere indifferenti a quello che succede attorno a noi. Renata Guastella, coreografa e titolare della scuola Danzaperdire di Ragusa, ogni anno, proprio nel periodo in cui ci sentiamo tutti più buoni, dedica la sua performance alla beneficenza, per riscoprire i valori e l’autentico significato di questa magica festa.

Un appuntamento che si è tenuto, nei giorni scorsi, sotto l’egida del comitato provinciale Csen presieduto da Sergio Cassisi. Ma quale il senso di questa rappresentazione? “In “Essere” – dice la maestra Guastella – mi racconto in prima persona, la mia difficoltà a comprendere le dinamiche umane e quale maschera mettere in base alle situazioni. A causa di queste mie riflessioni è nato lo spettacolo di danza andato in scena al teatro don Bosco, che mette in evidenza come non ci si presenta al mondo così come siamo veramente. Spesso dobbiamo smussare gli angoli.

Del resto, a tutti è capitato di stupirsi nello scoprire come gli altri possano avere un'immagine diversa da quella presentata in precedenza e visto che noi non sappiamo cosa c'è sotto la maschera o quale maschera si è indossata si incorre in delusione, rabbia, incomprensione. “Essere” dunque è una danzata provocazione mirata a creare un confronto sincero con gli altri sul piano più profondo delle convenzioni e delle aspettative sociali.

Di conseguenza è anche “voler essere” tutti presenti alle necessità dei bambini bisognosi di Ragusa. Bambini meno felici delle bimbe che serenamente possono danzare o che possono gioire dell’atmosfera natalizia. Per tutto questo, con il ricavato della serata, ho deciso di acquistare tanti giocattoli destinati ai minori seguiti dalla onlus del Telefono Azzurro. Mi piace rivolgermi ai bambini perché per quanto diverse siano le situazioni sociali e la complessità dei rapporti umani quelli senza protezione e senza schermi difensivi sono proprio loro. Insegno a scuola e sono a contatto quotidianamente con le difficoltà, i malesseri e le sofferenze che ci sono tra i bimbi e che spesso non riescono nemmeno a tirar fuori.

Però i loro occhi dicono tutto, nel senso che i loro sguardi riflettono le emozioni, le paure e le sfumature emotive più intime”. Il presidente Cassisi sottolinea: “E’ stato un momento straordinario riguardante il mondo della danza ma anche quello delle fragilità. Lasciatemi fare i migliori complimenti alla maestra Renata Guastella, al suo corpo di ballo e al suo staff perché sono riusciti ad emozionarci dal primo all’ultimo minuto dello show. Davvero una sensazione straordinaria che ci fa comprendere come certe espressioni artistiche riescano a lasciare un segno in profondità”. 

 

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