Arte contemporanea a Vittoria

Acqua, cosmos, comunità, divenire. Un sé che incontra l’altro, in un viaggio alla scoperta dei sensi, per riflettere sul proprio io e sulla collettività. Su queste premesse si basa “Amnios”, il progetto d’arte contemporanea degli artisti Tamara Marino e Sasha Vinci, promosso dall’associazione culturale Factori, ed in particolare con il supporto di Andrea Carrubba, Nanni Licitra, Andrea Tidona, Antonello Trovato, e realizzato con il patrocinio del Comune di Vittoria.

Dopo la performance che si è svolta a Scoglitti nel mese di settembre sul Molo di Ponente, rappresentando la prima fase del progetto, “Amnios” adesso entra nella sua fase centrale, di rivelazione alla comunità nella sua interezza e particolarità. E lo fa attraverso una mostra che potrà essere visitata dal prossimo 30 dicembre all'Ex Convento di Santa Maria delle Grazie a Vittoria, dove tra installazioni, video, foto, il visitatore sarà condotto lungo un percorso di esplorazione profonda del concetto di “Amnios”, secondo i differenti punti di vista dei due artisti.

Tra una dimensione più intima, quella della Marino, ed una più orientata alla visione collettiva, quella di Vinci, la mostra sarà una narrazione concettuale attraverso sculture, immagini, proiezioni video e installazioni sonore, che, pur mantenendo la loro specificità, si intrecceranno fra loro. E così l’“amnios” diventa materia, che diventa segno, che diventa luce, che diventa suono. Che diventa altro. Il tutto nella doppia visione, quella di Sasha Vinci e quella di Tamara Marino, per la prima volta impegnati in un progetto condiviso: l’opera di uno guarderà quella dell’altra, in un percorso che alla fine sceglierà destinazioni differenti.

Una doppia personale in cui i due artisti si confrontano su tematiche comuni, scegliendo un approccio diverso: Tamara Marino parte da una dimensione intima per trovare in essa la sua dimora, approfondendo quella parte più materna, più femminile, più privata; Sasha Vinci invece, pur partendo dalle stesse premesse, sceglie un percorso diverso che alla fine lo condurrà ad affrontare tematiche più sociali, facendo prevalere la visione dell’amnios come cosmos, sfera in cui tutti noi ci muoviamo e in cui accadono si evolvono le vite degli uomini che vanno raccontate. “L’obiettivo del progetto – spiegano i due artisti – è quello di proiettare l’attenzione in luoghi che in genere sono estranei ai linguaggi dell'arte contemporanea.

Da qui la scelta del Molo di Ponente di Scoglitti come location per la performance e poi Vittoria. L’arte contemporanea è il tramite che ci aiuta ad affrontare dinamiche sociali, problematiche di fronte alle quali spesso la gente distoglie lo sguardo per paura, indifferenza, e invece la realtà, nuda e cruda, va affrontata con coraggio e curiosità: solo così possiamo aprirci al futuro e superare il rischio di rimanere imbrigliati nel passato”. Una condivisione quindi che vuole mettere in contatto ciascuno di noi con la sua parte più intima, ma che al contempo vuole comunicare un messaggio più alto, quasi di denuncia. Come è già accaduto il 2 settembre 2016 durante la prima parte del progetto che ha visto lo svolgersi di una performance sul molo di Scoglitti.

I due artisti, a piedi nudi, con in mano ciascuno una ciotola di argilla cruda, hanno percorso il selciato del molo di ponente del porto, per arrivare ad immergersi nelle acque del Mar Mediterraneo, figli che ritornano alla loro madre, l’acqua, che si bagnano di essa per recuperare il loro aspetto originario, e che con essa si fondono, come argilla che si discioglie. Una performance che è stata anche pretesto di denuncia degli effetti che la mano dell’uomo può provocare sulla natura, come accade con il molo di Scoglitti che sta modificando la morfologia della intera fascia costiera. Il video della performance di settembre, creato in collaborazione con i videomakers Andrea Errera e Stefano Sgarlata, e la documentazione fotografica realizzata con Giuseppe La Rosa e Giulia Fraticelli, saranno esposti durante la mostra. Il vernissage è fissato per le ore 18:30 del 30 dicembre 2016. Il progetto Amnios potrà essere visitato fino al 22 gennaio 2017. 

 
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