Legambiente Ragusa su trivellazioni a Carnesala

Ancora una iniziativa del Circolo il Carrubo di Legambiente Ragusa contro le trivellazioni in territorio rurale ragusano. L’associazione ambientalista “per evitare che il territorio comunale e la provincia di Ragusa diventino un polo di estrazione di petrolio, scelta incompatibile con la vocazione degli Iblei sempre più rivolta al turismo e all’agricoltura di qualità” ha infatti presentato le osservazioni al progetto di istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Case La Rocca” per la perforazione di due pozzi esplorativi in contrada Carnesala in territorio del comune di Ragusa da parte della società Irminio srl..

Progetto che prevede, a poca distanza dal Castello di Donnafugata, lo sbancamento dell’attuale area agricola con dimensioni complessive di 25.000 mq pari a 3 campi di calcio. A tal proposito il circolo Il Carrubo ricorda che secondo l’art 27 del Piano Pesaggistico, non è possibile “effettuare movimenti di terra e le trasformazioni dei caratteri morfologici e paesistici dei versanti anche ai fini del mantenimento dell’equilibrio idrogeologico”. Inoltre il vincolo ambientale-paesaggistico si palesa operante anche con riferimento alle opere realizzate nel sottosuolo quali sono quelle delle trivellazioni (sentenza Consiglio di Stato Sez. V n.3059 dell'11 luglio 2016).

Si è dunque in presenza di plateali incompatibilità a motivo delle quali, secondo il presidente di Legambiente Ragusa, Claudio Conti, il ricorso presentato dall’Eni al TAR di Catania chiedendo l’annullamento del Piano Paesaggistico di Ragusa in relazione alla trivellazioni di un pozzo lungo la S.S. Ragusa-Modica, ha ricevuto parere negativo. “Questo pozzo – aggiunge Conti - risulta localizzato nel paesaggio locale 7d, con limitazioni identiche al paesaggio locale dove la società Irminio vorrebbe trivellare due pozzi in c.da Carnesala”. Pertanto, conclude Conti, “ciò conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che in area tutelata non si può trivellare.

Ma le norme del Piano Paesaggistico possono non essere sufficienti, per questo vanno rafforzate con le norme del PRG comunale. A questo proposito farebbe bene l’Amministrazione Comunale di Ragusa a cogliere al volo questa situazione favorevole ed approvare e portare in consiglio comunale in tempi strettissimi una nuova variante dell’art. 48 del PRG, introducendo il divieto di movimenti terra e di trasformazioni dei caratteri morfologici del territorio. Un’amministrazione comunale che si professa No Triv non solo lo afferma, ma lo pratica attraverso atti amministrativi”. (da.di.) 

 
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