Ragusa, presunto abuso edilizio: scoppia caso Tringali

Ci avremmo scommesso che dopo l’iniziale notizia di stampa, che dopo la forte presa di posizione di Ragusattiva 5 stelle, che dopo un apparente silenzio di alcuni giorni, il caso di presunto abuso edilizio del presidente del consiglio comunale Antonio Tringali esplodesse pubblicamente trovando cassa di risonanza in aula consiliare.

Ed ora provocando una sdegnata presa di posizione del laboratorio politico 2.0 che parla di “debito morale di Tringali verso i cittadini” e lo invita “chiarisca davvero o lo faccia la Commissione Trasparenza". Al laboratorio non sono andate proprio giù “le quattro righe lette con atteggiamento distaccato in aula consiliare su una questione che, già nel dubbio, mina gravemente non solo il rapporto di fiducia interna al civico consesso, ma anche il ruolo della seconda carica elettiva più importante della città e di tutte le istituzioni”. Il riferimento è alla seduta consiliare di martedì nel corso della quale era stata proprio “una consigliera 5 stelle, Marabita (vicina al meetup non ufficiale Ragusattiva n.d.r.), rivolgendosi al Presidente del Consiglio, a chiedere “chiarezza o dimissioni” in merito a un presunto caso di abuso in edilizia che coinvolgerebbe proprio il pentastellato Tringali”.

Secondo il laboratorio, che conta in consiglio le due esponenti Sonia Migliore e Manuela Nicita, “il presidente Tringali davanti a una richiesta così specifica su un fatto che sarebbe molto grave, avrebbe dovuto argomentare più dettagliatamente i fatti che lo vedrebbero coinvolto e rassicurare la città della sua limpida condotta. In soldoni, invece, il Presidente ha detto ai cittadini ragusani qualcosa di simile a ‘se siete interessati andatevi a cercare le carte’ e, per noi, quest’atteggiamento che non si cura dell’opinione dei cittadini è grave quasi quanto l’accusa mossa”. Ed è proprio su questo aspetto, quello di non volere, con atteggiamento di sufficienza, dare spiegazioni in merito alle accusa mossegli, che il 2.0 insiste e ribadisce “il Presidente del Consiglio ha, nei confronti di Ragusa un impegno etico forse più elevato ancora di quello del primo cittadino.

Tringali rappresenta il Consiglio comunale, la totalità dei votanti delle scorse elezioni, e ha un debito morale che non può consentirgli scivoloni. Tringali avrebbe dovuto sentire il bisogno di chiarire la propria posizione prima ancora che qualcuno si prendesse la briga di chiedere ufficialmente spiegazioni che ora la città tutta attende con maggiore impazienza. Non chiediamo le dimissioni di Tringali, ma vogliamo sapere cosa è successo dalla sua voce e dargli la possibilità di riguadagnarsi una fiducia al momento seriamente compromessa”. (da.di.)