Sicilia, revoca protezione a Ignazio Cutrò

L'Associazione Nazionale Testimoni di Giustizia esprime piena solidarietà e vicinanza a Ignazio Cutrò destinatario del provvedimento di revoca del programma di protezione dalla Commissione Centrale presieduta dal viceministro dell'interno, senatore del Partito Democratico Filippo Bubbico. Lo stesso senatore e viceministro che nella veste di presidente della Commissione Centrale rifiuta al Cutrò la consegna delle relazione del Viminale che confermano che l'impresa edile di Cutrò è fallita a causa delle denunce contro la mafia della Bassa Quisquina. A breve, entro un anno, arriverà la decisione del Prefetto di Agrigento che porterà al depotenziamento della scorta dapprima ai familiari e poi a Ignazio Cutrò.

A questo punto Cosa Nostra potrà compiere indisturbata la sua vendetta contro Ignazio Cutrò così come ha fatto con Domenico Noviello barbaramente assassinato. Lo Stato protegge i collaboratori di giustizia, molti persino da decenni, invece Ignazio Cutrò viene punito perché la sua è una voce Libera, colpito per educare i testimoni di giustizia alla disciplina della Commissione Centrale del Ministero degli Interni. Non resta allora che qualcun'altro si occupi di abbattere fisicamente Ignazio Cutrò. In Sicilia, nell'entroterra di Agrigento dove vive la famiglia Cutrò, quel qialcun'altro ha già lubrificato le armi.