Progetto Popolare per Modica: fallimento dell'Amministrazione Abbate

Nel braccio di ferro tra il Consiglio Comunale e l’Amministrazione Abbate, più che la premura di quest’ultima per la salvaguardia dell’incolumità dei partecipanti al Consiglio Comunale, dipendenti compresi, dai padri di famiglia, rappresentati come dei facinorosi, che stavano manifestando pacificamente per un sacrosanto diritto occupando lo spazio dell’aula consiliare del comune di Modica riservata al pubblico, analizzando la vicenda, verrebbe da dire che ci si è trovati davanti ad una forma di colpo di stato ai danni della democrazia. Ma vogliamo rimanere convinti che si tratta solo di volgare degrado istituzionale da condannare senza se e senza ma, vista la totale assenza di confronto tra le autorità competenti a gestire l’ordine nell’aula consiliare.
Assenza di confronto sfociata in provvedimenti mai visti né a Modica né nel resto d’Italia aprendo, tra l’altro, una questione di competenze tra l’Autorità del Presidente del Consiglio riconosciuto dal regolamento comunale unica Autorità esercitabile a discrezione del titolare nella gestione dell’ordine anche nei confronti del pubblico attraverso la Polizia Locale, ed il Comandate ella Polizia locale che ha la competenza sulla sicurezza all’interno del palazzo.
Non si sa se ci saranno strascichi su questa vicenda, ma di certo rappresenta una deriva istituzionale che in un paese civile non si sarebbe dovuta mai raggiungere. Quando un’amministrazione non è in condizioni di gestire queste sciocchezze con equilibrio e buon senso è evidente che ci troviamo davanti ad un fallimento della politica generando inevitabilmente un clima antidemocratico.
Piena solidarietà al Presidente del Consiglio e ai Consiglieri Comunali che hanno subito una limitazione alla loro funzione ispettiva che, nonostante il Consiglio Comunale si sia riunito lo stesso, l’avranno esercitata senza la giusta serenità per svolgerla e sicuramente non per colpa dei netturbini che tra l’altro hanno abbandonato l’aula al momento dell’insediamento della Civica Assise, mostrando un grande senso di responsabilità. Si doveva discutere di una vicenda legata ad altri lavoratori e quindi il loro comportamento avvalora ancora di più il loro senso civico. Bravi!
Ora, l’Assenza del Sindaco, dei sei Assessori, dei consiglieri di maggioranza tutti impegnati per una intera settimana non consentendo al Consiglio Comunale di riunirsi fino a quando, eccetto il Sindaco che si trovava a Roma per impegni istituzionali, non chiariranno alla città, uno per uno , motivazioni serie, penso che avrebbero l’obbligo di dimettersi uno dietro l’altro e lasciare che le istituzioni rientrino nelle proprie funzioni. Per quello che è accaduto nessuno si sognerebbe di attribuire la responsabilità agli organi tecnici. E’ una responsabilità esclusivamente politica e l’atteggiamento della maggioranza, del Sindaco e dell’intera Giunta rappresenta un barricata invalicabile al confronto, al dialogo e alle regole democratiche.
Pensiamo che questa maggioranza sia veramente arrivata al capolinea. Nonostante ciò continua ad atteggiarsi con arroganza, cercando lo scontro istituzionale anziché il dialogo ed il confronto che non significa necessariamente modificare l’indirizzo dell’azione amministrativa, anzi, contrariamente, il confronto serve a migliorarla.


Il fallimento di quest’Amministrazione non riguarda solo quest’aspetto. Provvedimenti come quelli che hanno interessato i dipendenti comunali impiegati nel servizio di doposcuola e attività integrative, a nostro avviso, potevano essere ugualmente emessi ma dopo avere approfondito la problematica con tutte le parti in causa, valutando i costi benefici e principalmente cercando di evitare contenziosi legali che provocheranno sicuramente danni erariali. Invece, l’Amministrazione e la maggioranza che la sostiene si sono trincerati dietro meri e freddi calcoli matematici non tenendo conto della valenza sociale, politica ed istituzionale del servizio reso oramai da più decenni in favore di centinaia di bambini che ne hanno sicuramente tratto vantaggio e arricchito la loro crescita.
Nel complesso, riteniamo questa maggioranza inadeguata a gestire la cosa pubblica e la decantata buona amministrazione della campagna elettorale si è tradotta in un disastro. Commissariamenti per bilanci di previsione e consuntivi di cui l’approvazione è ancora un miraggio, una situazione finanziaria sull’orlo del precipizio, decreti ingiuntivi per lavori non ancora pagati, stipendi dei dipendenti diretti che cominciano ad essere pagati in ritardo mentre i dipendenti delle partecipate e delle cooperative oramai non sanno che cosa sia la paga. Per non parlare poi del fatto che i dipendenti comunali che hanno voglia di migliorarsi e trovare ulteriori motivazioni, non vengono messi nelle condizioni di accedere a corsi di aggiornamento, segno che quest’Amministrazione non ritiene le risorse umane le prime a cui bisogna rivolgere la massima disponibilità verso un processo di crescita. A noi non pare che Modica abbia fatto passi avanti rispetto al passato.
Non vediamo nessun progetto di sviluppo sostenibile nell’agenda politica di questa maggioranza. La città, come il resto della Sicilia, vive una crisi economica profondissima che impone un’analisi scientifica per capire come la crisi ha in questi anni influenzato le dinamiche socio economiche e quale indirizzo dare alla comunità, redigendo un piano strutturale che possa fungere da piattaforma per i prossimi cinquant’anni.
E’ arrivato il momento di dare un sferzata, di costruire un futuro sostenibile per la nostra comunità, ed è per questo che ci rivolgiamo alle forze di opposizione al fine di costituire un tavolo programmatico ed alternativo all’attuale politica fondata sull’ordinaria amministrazione che ha visto gli sforzi fondati solo ed esclusivamente sulla manutenzione delle strade, il decoro urbano e piccoli lavori pubblici tra l’altro tanti già avviati dalle precedenti amministrazioni.