Tbc: allarme Oms, più morti di Hiv e malaria

Ogni anno 2 milioni di morti: più di Hiv e malaria. Sono questi i dati resi pubblici ieri dal nuovo rapporto sulla tubercolosi presentato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): 1,8 milioni le morti per TBC registrate nel 2015, con un incremento del 20% rispetto agli 1,5 milioni del 2014; 41% le persone che si sono ammalate senza che l’infezione venisse diagnosticata né trattata.

“Il rapporto di quest’anno sullo stato mondiale della tubercolosi ci presenta un conto troppo alto e difficile da accettare: i paesi non riescono a diagnosticare e curare milioni di persone affette dalla malattia”, dichiara Greg Elder, coordinatore medico della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di Medici senza frontiere. “I governi devono affrontare la realtà e rendersi conto che la tubercolosi non è una malattia confinata al 1800. Vediamo e trattiamo la tubercolosi nelle nostre cliniche ogni giorno, sappiamo che rappresenta una minaccia reale per tutti noi, a meno che non si cominci a diagnosticare e trattare tutti i casi”. In Italia, nell’ultimo decennio sono stati notificati annualmente, in media, circa 4300 casi di Tb.

Nel 2014, sono stati notificati 3689 casi (incidenza 6,1/100.000 abitanti), di cui 2445 (66,3%) in soggetti di nazionalità straniera (dati provvisori, ministero della Salute). La percentuale di casi di Mdr-Tb è stata pari al 3,1%. Nonostante l’Italia rientri da diversi anni tra gli Stati con una bassa incidenza, la tubercolosi rappresenta un problema prioritario per la sanità pubblica nazionale. Il documento “Controllo della tubercolosi: obiettivi di salute, standard e indicatori 2013-2016”, approvato nel dicembre 2012, definisce gli obiettivi prioritari da perseguire nel triennio 2013-2016, tra cui: il miglioramento del sistema di sorveglianza della tubercolosi; la messa in atto delle linee guida nazionali relative alla gestione dei contatti di caso, alla gestione dei casi di Tb in ambito assistenziale e tra i migranti; e l’attivazione di un programma “straordinario” di educazione sanitaria e di formazione degli operatori sanitari.