Ragusa, via Roma tra lavori e polemiche

Povera via Roma! L’ex ( perché di tale si tratta) salotto buono della città è tornato al centro delle polemiche e vede rimessa in discussione persino la sua prerogativa di zona pedonale, come del resto avviene nei centri storici e nelle vie del centro di ogni brava città paese o borgo d’Italia. Effettivamente la chiusura di via Sant’Anna per lavori nel sottosuolo prima, la transennatura di un palazzo (il cosiddetto ex grattacielo) causa crolli del cornicione poi, i due cantieri sul retro della cattedrale che insistono sulla arteria (i cammari di San Giovanni), rendono difficoltoso anche il passaggio ed il passeggio (scarso per la verità tranne in caso di eventi particolari).

Ma occorre anche rendere atto che i lavori di via Sant’Anna erano improcrastinabili, la caduta di pezzi di facciata imprevista ed imprevedibile, mentre per i due cantieri, beh, si sa che i lavori ad un centro punto devono pur iniziare per vari motivi. Eppure sulla vicenda si è scatenato un putiferio di polemiche che hanno visto e vedono tuttora impegnati commercianti e varie forze politiche. I commercianti di via Roma avevano dato vita ad una protesta spegnendo luci ed insegne anche in occasione della recente notte bianca. Parlando di crisi irreversibile dei loro affari l’hanno attribuita in primis alla installazione lignea sul ponte nuovo che ruberebbe lo spazio degli stalli di parcheggio e alla chiusura di via Sant’Anna al traffico veicolare e chiedendo pertanto la momentanea apertura di via Salvatore al passaggio delle auto in direzione piazza Libertà. Tirata per la giacchetta, l’Amministrazione Piccitto decide di aprire via Salvatore alle auto dirette verso ponte nuovo-piazza Libertà installando degli spartitraffico rimovibili che riducono ancor più gli spazi. Intanto ad appoggiare le posizioni dei commercianti, interviene la capogruppo consiliare del movimento Insieme, Elisabetta Marino che ha avanzato una serie di proposte a favore degli operatori commerciali del centro.

Da parte sua invece il laboratorio 2.0, di cui è portavoce la consigliera Sonia Migliore, mette subito le mani avanti e paventando un possibile ritorno all’apertura al traffico veicolare della principale arteria cittadina, addirittura per tutta la sua lunghezza, fino a corso Italia, proclama "indietro non si può tornare, necessario nuovo impegno" e rilancia proponendo “ la pedonalizzazione totale di questa importantissima via della città, eliminando il passaggio delle auto, finalmente, fino alla rotonda Maria Occhipinti, la riadozione del Piano Particolareggiato dei Centri Storici unito a un serio censimento delle unità abitative”. Insomma misure che darebbero una spinta determinante per riportare i cittadini a vivere nel quartiere. Sulla questione intervengono anche i consiglieri dem Mario D’Asta e Mario Chiavola che ricordano come “l’ex sindaco Nello Dipasquale con l’intervento di pedonalizzazione dell’intera area aveva dato il via a un percorso di recupero e riqualificazione che avrebbe dovuto essere completato, raggiungendo anche piazza Libertà. Ed erano perfino disponibili le risorse economiche. E, invece, nulla di tutto questo. La Giunta grillina ha preferito compiere scelte diverse, non ultima l’adozione in via sperimentale del provvedimento di apertura alla viabilità nel tratto tra via Salvatore e il Ponte Nuovo”.

A dire la sua anche Territorio secondo cui “l’ipotesi di eventuale riapertura al traffico di via Roma nel tratto fino a piazza libertà vanificherebbe tutto il lavoro fatto dall'amministrazione Dipasquale, che aveva agito con lungimiranza e senso pratico istituendo la zona pedonale che oggi tutti conoscono e apprezzano, grazie alla concertazione con le associazioni di categoria e i commercianti di via Roma”. Secondo il movimento che fa riferimento al deputato regionale Nello Dipasquale , “oggi è necessario trovare meccanismi e soluzioni diversi per continuare nel percorso già tracciato e favorire i commercianti, anche con una rivisitazione del piano particolareggiato, al fine di completare il lavoro che riporterà i cittadini a vivere nel quartiere. L'amministrazione Dipasquale, prima di interdire il traffico alle auto, si è dotato di due grandi parcheggi interrati per attuare in modo indolore il piano di pedonalizzazione dell'aria. Qualsiasi altra soluzione vanificherebbe anni di lavoro e dispendio di risorse economiche e riporterebbe la città indietro nel tempo. Senza considerare che il grave danneggiamento delle basole, conseguente alla riapertura di via Roma, sarebbe un evento privo di vantaggi”.

Dunque pare proprio che sulla ‘faccenna’ (come direbbe Andrea Camilleri in quello che sembra essere uno dei suoi divertissements) si stia dicendo di tutto e di più, e pur di non scontentare i commercianti si altalena tra una via Roma chiusa al traffico anzi no, su una via Roma tutta interdetta alle auto o tutta aperta, e si addossa comunque la colpa all’amministrazione grillina, accusata per par condicio di non aver aperto in tempo via Salvatore alle auto o di averlo fatto, sbagliando in ogni caso. Nel frattempo, per fortuna, arriva la proposta dell’associazione Ragusa in movimento di indire un referendum cittadino. Queste le considerazioni del presidente Mario Chiavola: “Il progetto iniziale di chiusura al traffico, fortemente voluto dalla maggioranza e dalla città, è rimasto incompleto e la situazione attuale costituisce un ibrido senza senso. Dall’area pedonale ci si aspettavano grandi benefici in termini di riqualificazione del centro storico, gradevolezza della zona, più attività commerciali e locali ricreativi. Ci si attendeva un’area che attraesse maggiore flusso turistico. Ci si aspettava che il cittadino ragusano apprezzasse una zona creata per il suo benessere, per il piacere di una passeggiata lontano dallo smog e dall’inquinamento acustico, un luogo dove incontrare gli amici, fare un aperitivo o acquistare nei negozi del centro.

Ad oggi, nulla di tutto ciò è accaduto. Il ragusano, a quanto pare, mal tollera dover cercare parcheggio e lasciare l’auto lontano dal luogo di interesse (soprattutto nelle giornate di pioggia e vento), quindi preferisce situazioni più comode. In più non c’è alcuna nuova attività perché gli imprenditori locali non investono in un’area di non passaggio, frequentata solo da anziani e stranieri. Per di più l’amministrazione non favorisce gli imprenditori, anzi li allontana con delle norme che non permettono loro nessun intervento urbanistico (vedi tavolini fuori dai bar). I proprietari delle case del centro preferiscono lasciarle al degrado piuttosto che investire per renderle più appetibili. Ecco perché riteniamo sia arrivato il momento di fare tornare la parola alla città attraverso un referendum in cui si esprima con chiarezza che cosa si voglia fare con via Roma. Lasciarla così com’è oppure riaprirla al traffico? Come Ragusa in Movimento non prendiamo alcuna posizione in merito ma vogliamo che ci siano a disposizione gli strumenti per un dibattito sulla delicata questione. Sarà la collettività ragusana a decidere”. (da.di)