Sindaco di Acate: un comizio non uno show

Quando si propongono ai cittadini notizie che riguardano argomenti seri e complessi, può essere positivo da parte di chi parla o di chi scrive inserire, ogni tanto, battutine, frasi ironiche o satiriche, “tanto per sdrammatizzare un po”. Un diversivo, per tenere viva l’attenzione. Però, a volte, esprimono risentimenti o rancori personali, a danno della professionalità e dell’Etica. L’offesa, lo sbeffeggio e lo sfottò, fra il serio e il faceto, in modo particolare nei confronti di persone che dedicano, a titolo di volontariato e con grande senso civico, parte del loro tempo libero al servizio e nell’esclusivo interesse della comunità, nascondono ben altri compiacenti interessi. E questo non lo si può accettare! Soprattutto quando si tende a confondere l’opinione pubblica, con atti e comportamenti artatamente vessatori nei confronti di chi, giovani e meno giovani, lavora con impegno e dedizione nell’interesse della comunità.

Fatta questa doverosa premessa, è intendimento dell’Amministrazione Comunale, con il presente comunicato, chiarire ulteriormente e sinteticamente alcuni fondamentali passaggi del pubblico comizio tenuto, domenica 2 ottobre in piazza Matteotti, dal sindaco Franco Raffo.
Con il comizio di domenica il sindaco, per quell’impegno preso a suo tempo con l’elettorato e basato sulla costante onestà intellettuale e la rendicontazione seria e concreta degli atti amministrativi, ha voluto dare conto ai cittadini sul perché si è giunti alla bancarotta. Conscio della gravità del dissesto e consapevole che di ciò, artatamente e con la complicità di qualche operatore dell’informazione, ne viene addebitata la colpa al Sindaco Raffo, che è solo la prima vittima insieme alla popolazione, il primo cittadino ha ritenuto opportuno sottoporre, in modo oggettivo, dei documenti incontestabili ed inconfutabili, alla cittadinanza acatese. Documenti di cui è in grado di fornire copia fotostatica, grazie alla presenza presso il Comune di Acate, contrariamente a quanto evidenziato da qualcuno, di una fotocopiatrice, acquistata personalmente dal Sindaco e messa quotidianamente a disposizione, non solo degli impiegati ma anche dei cittadini di Acate.

“Il mio intervento- ha tenuto a sottolineare il Sindaco- non è stato uno show ma la prova documentata della tragedia che sta vivendo il Comune di Acate dal 2004 ad oggi. In quest’arco di tempo il Comune ha accumulato una infinità di debiti, grazie anche ad una serie di Mutui. Durante il comizio, “non avrei detto, non avrei fatto”, bensì “ho detto, ho fatto, ho mostrato”, con l’ausilio di documenti, una tragica storia che i cittadini giustamente devono conoscere”. “C’è poi un argomento- conclude il Sindaco- di cui nessuno vuol parlare, anche se di una gravità inaudita, e sul quale sto chiedendo una apposita ispezione ministeriale ed assessoriale. Nel 2012 l’amministrazione comunale e il consiglio comunale, fatto documentato da atti amministrati ben precisi, hanno rinunciato ai trasferimenti statali per gli stipendi degli impiegati e hanno deciso, consapevolmente, di destinare parte degli incassi comunali ai comuni in difficoltà. Situazione, questa, che ha determinato, nel 2012, la dichiarazione di “dissesto finanziario”. Un dissesto “stranamente e miracolosamente” rientrato dopo pochi giorni, scaricando i debiti alla successiva amministrazione. Alla luce di tutto ciò non consentiamo nè ad esponenti della Stampa, né a consiglieri, nè ad ex amministratori di fare “gratuita ironia” su di un dramma che vede in gioco non solo la dignità, ma soprattutto il destino di un popolo chiamato, oggi, a pagare i debiti di chi ha saccheggiato il comune. Nonostante questa tragica situazione, l’Amministrazione Comunale, pur tra mille difficoltà, è riuscita lo stesso, a costo di enormi sacrifici, a garantire alla cittadinanza i servizi essenziali”.