Modica, sfratto rinviato Sparacino Bittordino

Lo sfratto della famiglia Sparacino-Bittordino è stato rinviato al 31 ottobre. Ieri mattina, davanti alla loro casa in via Tirella sono arrivati i Forconi, guidati da Mariano Ferro. Con lui anche Pietro Bellaera e Angelo Giacchi, referenti del Movimento rispettivamente per Modica e Vittoria, e l’avvocato della famiglia, Piero Sabellini. La casa della famiglia Sparacino, un appartamento di 130 metri quadri con cantina in via Tirella stimato per 145 mila euro, è stata venduta all’asta nei mesi scorsi per 39 mila euro dopo sei sedute andate a vuoto. “Siamo riuscita a rinviare lo sfratto a fine mese – spiega l’avvocato Sabellini – in attesa che il giudice, il 21 ottobre, si esprima nel processo penale sull’istanza che ho presentato per la sospensione dell’esecuzione immobiliare per usura. Una istanza di sospensione che ho chiesto sin da subito quando il signor Sparacino mi ha contattato nel 2013. Vogliamo che sia fatta chiarezza sulla delicata questione e vogliamo conoscere l’esito del processo penale per usura nei confronti del privato che prima ha fatto il prestito alla famiglia e poi ha è riuscito a farsi assegnare la cantina dell’immobile nella qualità di creditore. Il signor Giuseppe Sparacino mi ha contattato nel 2013 mi ha raccontato che si erano rivolti ad un privato per avere in prestito 12 mila euro e che dopo poco tempo il privato ne aveva chiesto il doppio ovvero 24 mila euro. Nel momento in cui la famiglia non è riuscita più a restituire la somma concordata di circa mille euro al mese il privato ha chiesto l’esecuzione immobiliare. Come avvocato avevo chiesto e ottenuto subito la sospensione dell’esecuzione per usura che ci è stata concessa per 300 giorni così come prevede la legge. Poi ho chiesto e ottenuto altri rinvii in attesa del processo penale nei confronti del privato “usuraio” che doveva tenersi lo scorso 20 settembre e che invece è stato rinviato al 21 ottobre. Siamo di fronte alla vendita di una casa proposta dallo stesso “usuraio e per questo tutta la procedura va sospesa”.

Il leader dei Forconi, Mariano Ferro, annuncia che il prossimo 5 ottobre stanno organizzando un sit-in di protesta davanti alla Prefettura di Ragusa. “Non possiamo continuare così – dice Mariano Ferro – non ci si può voltare le spalle davanti a delle famiglie che rischiano di rimanere in strada perché le loro case vengono vendute all’asta. Sono tutte famiglia indebitate e impossibilitate a venirne fuori perché in provincia di Ragusa con la crisi economica non c’è possibilità di trovare lavoro. Dall’inizio dell’anno abbiamo registrato circa tremila casi, tra vendite all’asta e avvio di esecuzioni immobiliari. Questo è un dato che va attenzionato e che deve necessariamente far registrare un intervento dello Stato”.

Angelo Giacchi, esponente dei Forconi per Vittoria, spiega che lo Stato deve aiutare le famiglie siciliane così come fa con gli immigrati. “Ogni giorno lo Stato – commenta Giacchi – concede agli immigrati che arrivano nei nostri litorali e non solo, un contributo economico giornaliero e gli offre pure un posto dove poter vivere dignitosamente mentre molte famiglie siciliane si trovano a lottare contro una situazione indescrivibile. Son indebitati perché con la crisi e la perdita di lavoro non sono riusciti a pagare dei mutui. Sono tutte famiglie che lottano contro un muro considerato che non riescono a trovare lavoro per poter pagare i loro debiti”.  

Anche Piero Bellaera ha ribadito che non si fermeranno nella loro azione di protesta fino a quando lo Stato non si deciderà ad intervenire. “E’ un vero massacro – commenta Piero Bellaera, esponente dei Forconi per Modica – quello a cui stiamo assistendo. Solo oggi siamo passati da uno sfratto ad una altra procedura per la vendita all’asta di un’altra casa, quella di Salvatore Adamo, un 48enne che sta rischiando di vedersi venduta la casa, stimata per 42 mila euro, ad un prezzo bassissimo ovvero per 25 mila euro. Adamo che di professione fa il muratore, ha perso il lavoro quattro anni fa, e per cercare di avviare la sua piccola impresa edile ha chiesto un prestito di 40 mila euro che però non è riuscito a pagare”. Adamo ci ha spiegato che da qualche anno cerca lavoro. “Ho cercato – dice Adamo – in ogni modo di risollevare la mia situazione economica. Purtroppo in questi anni ho lavorato solo saltuariamente e quel poco che ho incassato è stato speso per pagare le bollette. Spesso per poter mangiare, non avendo nessuna entrata economica, mi rivolgo alla chiesa del Carmine e a quella di San Pietro dove per fortuna riesco a trovare un aiuto. Io voglio lavorare. Io voglio venir fuori da questa situazione. Se qualcuno può darmi un lavoro gli ne sarà eternamente grato”. (Nelle foto: un momento della protesta dei Forconi a casa della famiglia Sparacino-Bittordino -  Mariano Ferro, Piero Bellaera, Salvatore Adamo, Angelo Giacchi e Stefano Stracquadaini)