Festa San Giovanni Ragusa, raccolti 5 mila euro per terremotati

Un progetto di solidarietà attuato durante un momento cittadino di festa, che è riuscito a raccogliere buoni frutti. Ieri, 28 settembre, come fissato da settimane, il Parroco della Cattedrale e il Comitato Festeggiamenti Patronali si sono riuniti per il consuntivo sulla festa conclusa esattamente un mese fa. Durante l’incontro, è stata calcolata la cifra raccolta a sostegno delle vittime del terremoto del centro Italia; un evento verificatosi proprio nei giorni in cui Ragusa celebrava il proprio Patrono, un’emergenza a cui si è deciso subito di rispondere mettendo in atto tutto ciò che si poteva fare, spiegando a cittadini e fedeli in che modo era possibile contribuire sia nelle ore successive al cataclisma, che nel giorno del lutto nazionale e in quelli successivi.

Il totale raccolto è composto dalla cifra ritagliata dalle spese per la festa, dalla sottoscrizione popolare a cui si poteva contribuire rivolgendosi in sacrestia, dalla raccolta durante le Sante Messe celebrate nelle soste delle processioni del 27 e del 28 Agosto (presso la Parrocchia San Pietro Apostolo e il Santuario del Carmine) e dalla colletta nazionale del 18 settembre scorso, per una cifra complessiva di cinquemila euro. “Non appena abbiamo elaborato la cifra” spiegano il Parroco, Don Girolamo Alessi, e i ragazzi del Comitato, “abbiamo consegnato alla Caritas Diocesana l’assegno con l’ammontare totale, che, trasmesso a quella nazionale, verificherà in che modo realizzare il nostro obiettivo”. Il fine dell’iniziativa a sostegno dei terremotati, come si ricorderà, è abbastanza concreto: quello di rendere possibile una “microrealizzazione” ovvero una determinata opera finanziata con l’ammontare raccolto. “L’abbiamo detto chiaramente nei giorni della festa attraverso i canali di informazione, sui palchi, tra la gente: l’unica e concreta risposta davanti a questa terribile tragedia, nei giorni in cui Ragusa viveva un momento cittadino importante, poteva essere solamente far si che tutta la collettività già unita nel far festa si unisse ancora di più, dando vita a qualcosa di concreto.”