Ragusa, le opposizioni sullo sfaldamento maggioranza grillina

Parlavamo ieri di quella che ormai, al Comune di Ragusa, si configura come una ex maggioranza grillina priva della capacità e dei numeri per sostenere scelte spesso improvvide dell’amministrazione Piccitto. L’esempio più eclatante è avvenuto nell’ultima seduta del consiglio comunale dove il gruppo grillino è stato sconfitto per ben due volte. Una prima volta su una proposta di sospensione mentre si discuteva dell’art. 48 delle Norme Tecniche di attuazione del Piano regolatore generale (15 voti delle opposizioni contro i 12 grillini) e una seconda sul rinvio della seduta al 28 giugno prossimo, con il voto favorevole delle opposizioni a cui si è aggiunto quello di un consigliere 5 stelle e l’astensione del presidente del consiglio comunale Antonio Tringali che hanno travolto i 10 voti residui del gruppo pentastellato. La spiegazione più lucida di quanto accaduto la affidiamo alle parole di Giovanni Iacono, consigliere di Partecipiamo, ex presidente del consiglio comunale, immolato dagli ex alleati pentastellati sull’altare di ambizioni appetiti e frustrazioni che covavano evidentemente da tempo. E Iacono, insieme alla sua collega di gruppo Mirella Castro, così affermano “non erano certo votazioni fondamentali (quelle che hanno visto la sconfitta della maggioranza n.d.r.) ma, politicamente rilevanti, hanno acclarato in maniera ufficiale che al Comune di Ragusa manca una maggioranza di governo e l’Amministrazione ‘5 stelle’ non ha più la maggioranza in consiglio, dopo le tantissime sedute in cui è mancato il numero legale, dopo gli attacchi oramai quotidiani di consiglieri a ‘5 stelle’, in consiglio e commissioni, a Sindaco e giunta”. E a proposito dell’oggetto del contendere, ovvero l’art. 48 delle N.T.A. del PRG vigente, “il relativo atto è arrivato tardi e male in Consiglio Comunale attraverso una delibera di revoca della deliberazione di giunta precedente ed avendo a riferimento, nella parte motiva dell’atto amministrativo, il piano paesaggistico adottato 5 anni fa e non quello approvato un mese fa che è ben diverso”. E quando si parla di art. 48 e di piano paesaggistico Giovanni Iacono sa benissimo di cosa si parli, alla luce delle storiche battaglie sue personali e del suo gruppo politico di appartenenza, sull’uno e sull’altro, tanto da poter tranquillamente affermare che “le idee sull’intera questione non solo le abbiamo chiare e convinte ma anche datate perché siamo stati i protagonisti, pressoché soli ed isolati, che abbiamo sostenuto a spada tratta, contro tutto e contro tutti, il Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa di cui ne rivendichiamo la forza innovativa a difesa del patrimonio territoriale. Tutte le ragioni e tutte le motivazioni e quindi la propaganda, diretta e per tramite, sugli atti, purtroppo quasi mai corretti, e le millanterie le lasciamo a chi sta dimostrando di farne largo uso ed abuso”. Del resto tutti i gruppi consiliari (Insieme, Partecipiamo, Città, Partito democratico, Laboratorio 2.0, Movimento civico Ibleo), sulla proposta di delibera di giunta relativa alla nuova formulazione dell’art. 48 avevano invitato il Sindaco Piccitto a ritirare il provvedimento e a riformularlo, nel più breve tempo possibile, correggendolo nelle parti superate ed adeguandolo ai disposti normativi di settore. Riguardo poi alla défaillance della maggioranza e dell’amministrazione nelle due votazioni, c’è stato un coro unanime e negativo da parte di tutti gli stessi gruppi, ognuno però con motivazioni diverse che non sempre sono protezionistiche come quelle di Partecipiamo. Ed infatti i consiglieri di Insieme Maurizio Tumino, Giuseppe Lodestro
Giorgio Mirabella, Elisa Marino e Angelo Laporta affermano che a loro “interessa regolamentare la materia delle edificazioni in verde agricolo e quella inerente la possibilità di procedere a nuove attività estrattive in verde agricolo senza particolarismi nell'interesse generale di una comunità che vuole svilupparsi in maniera eco sostenibile”. Gianluca Morando, del Movimento Civico Ibleo parla di “dato politico fin troppo evidente” ed invita il sindaco a trarne le dovute conseguenze, “dopo quanto accaduto in aula con riferimento alla discussione della variante urbanistica al Prg circa il blocco delle costruzioni sui terreni agricoli e il no alle perforazioni”. In conclusione, per Morando “questa Amministrazione, adesso, non può andare avanti come ritiene più opportuno perché non ha una maggioranza su cui potere contare. La Giunta non ha più i numeri, mentre la situazione politica diventa più incandescente del solito. Il sindaco Piccitto prenda atto di quello che sta accadendo e si comporti di conseguenza. La città non può rimanere ingessata”. Ironicamente, i due consiglieri democratici Mario D’Asta e Mario Chiavola affermano che “nonostante ieri, dal punto di vista meteorologico, abbia preso il via la stagione estiva, in realtà per l’Amministrazione comunale di Ragusa è iniziato un lungo inverno”. Secondoi due esponenti dem infatti “si è registrato un passaggio politico fondamentale in seno al civico consesso a palazzo dell’Aquila, i grillini, di fatto risultano essere minoranza. Sono andati sotto su due votazioni importanti propedeutiche alla discussione di una delibera che per la Giunta Piccitto ha rappresentato da sempre un cavallo battaglia”. Infine il Laboratorio 2.0, di cui sono esponenti le consigliere Sonia Migliore e Manuela Nicita, entra direttamente nel merito della questione art. 48 e constata che “le opposizioni unite hanno imposto il rinvio della trattazione di un argomento importante come quello della variante all'art. 48 delle NTA del Piano Regolatore Generale, perché non è accettabile che venga sottoposto in tarda serata un maxi emendamento di quattro pagine su un atto di 11. E' prerogativa del Consiglio comunale avere il tempo necessario per esaminare un documento che, nella sostanza, ne stravolge completamente un altro” Poi il laboratorio prosegue affermando che “i grillini hanno impiegato tre anni per portare in Consiglio comunale un atto che in pratica era una bandiera politica e che, però, viene superato dalla recente approvazione del Piano Paesaggistico, sovraordinato agli strumenti urbanistici territoriali e già ampiamente utile alla giusta regolamentazione delle costruzioni in verde agricolo. Tre anni per preparare uno strumento che alla fine hanno dimenticato di adeguare al Piano Paesaggistico, rendendolo un vero pasticcio”. (da.di.)