Antibiotici, batteri resistenti: neonati a rischio

Ogni anno muoiono oltre un milione di neonati per infezioni batteriche. Nel 2012 quasi sette milioni di neonati sono stati sottoposti a trattamento per patologie infettivee. Gli antibiotici costituiscono la difesa più importante ed efficace per limitare le conseguenze a volte devastanti delle gravi infezioni, ma vengono spesso utilizzati in modo eccessivo e non sempre corretto, provocando l'aumento di microrganismi multi-resistenti. Per la Società italiana di neonatologia la sempre più frequente presenza di microrganismi multi-resistenti rappresenta un pericolo estremamente serio per i piccoli pazienti. Il problema della resistenza agli antibiotici dei batteri è una delle sfide più importanti per i prossimi anni della neonatologia che necessita di un'azione su due fronti: impegno delle case farmaceutiche e il rafforzamento della prevenzione, anche attraverso la regolamentazione dell'utilizzo ospedaliero.

Tra i paesi più a rischio c'è anche l'Italia. Secondo lo European centre for disease prevention and control, infatti, il nostro Paese è al quinto posto per utilizzo giornaliero di antibiotici dopo Grecia, Francia, Lussemburgo e Belgio. È necessario quindi, volendone limitare la comparsa, modificare il modo di trattare le infezioni e il modo di utilizzare i farmaci antimicrobici che ancora si dimostrano efficaci.

Dei 4 milioni di decessi in epoca neonatale che avvengono ogni anno nel mondo, il 36% (circa 1,4- 1,5 milioni) sono causati da patologie infettive. Non ci sono, però, dati sulla percentuale di decessi causati dalle infezioni da germi multi-resistenti. Un recentissimo studio americano (Clock e coll. 2016) su 1.320 neonati ricoverati in Terapia intensiva neonatale ha dimostrato che il 9% erano colonizzati (si potrebbe dire "portatori sani" anche se il termine non è proprio appropriato) da batteri portatori di almeno una resistenza antibiotica. L'utilizzo prolungato di antibiotici si associava ad un aumentato rischio di colonizzazione da germi resistenti.

Secondo i Neonatologi italiani il problema delle resistenze batteriche agli antibiotici va affrontato ad un duplice livello: locale e globale. È necessaria maggiore educazione alla prevenzione delle infezioni e alla prescrizione degli antibiotici; ed è un bene che gli organi di controllo competenti si muovano per definire politiche efficaci nel prevenire la minaccia di pandemie da microrganismi pan-resistenti. Per affrontare il problema è di fondamentale importanza che i governi promuovano la scoperta di nuove molecole attraverso programmi di ricerca e stabilendo accordi con le case farmaceutiche. È importante, inoltre, che la prescrizione degli antibiotici sia strettamente regolamentata.