Ragusa si candiderà a capitale della cultura?

Si muovono i primi passi per l’eventuale candidatura di Ragusa come capitale italiana della cultura. La proposta viene da un gruppo promotore che comprende Giorgio Massari, Giorgio Flaccavento, Emanuele Cavarra, Pippo Gurrieri, Pino Di Grandi, Saro Di Stefano, Daniela La Licata. I quali, esponenti di associazioni e movimenti della società civile ragusana, intendono cominciare a delineare il percorso necessario, prendendo spunto dal bando del ministero dei beni culturali e delle attività e del turismo per il titolo di “Capitale italiana della cultura”, in linea con l’Azione UE “Capitale europea della cultura 2007-2019”, che ha già visto affermarsi la città di Matera come capitale europea della cultura per il 2019, mentre il precedente bando ha conferito il titolo di capitale italiana della cultura alla città di Mantova per 2016 e alla città di Pistoia per il 2017. Riportiamo di seguito quello che ci appare come il manifesto programmatico del gruppo promotore.
“Come promotori dell’iniziativa intendiamo favorire la nascita di un comitato più ampio possibile, del quale facciano parte associazioni e singoli, per attivare un processo partecipato e condiviso di progettazione per affrontare la selezione prevista nel nuovo bando. Ma esprimiamo con forza la consapevolezza che partecipare, come comunità ragusana, alla selezione per “Capitale italiana della cultura”, significa sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa della nostra città nel campo della cultura, e diffondere, in modo sempre più esteso, il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione dell’identità di questa comunità, la creatività, l’innovazione, il benessere individuale e comunitario.
In questo contesto, la cultura assume il ruolo di soggetto sinergico che fornisce a tutti gli
attori del sistema produttivo: contenuti, strumenti, pratiche creative, valori simbolici ed identitari.
La città è il luogo in cui storicamente si è prodotta cultura; la città diventa oggi il luogo in cui si produce sviluppo economico per via della cultura. Il progetto strategico che si vuole delineare è legato alla coltivazione della consapevolezza che solo investendo nella crescita culturale delle nostre comunità si può organizzare lo sviluppo economico dei nostri territori, solo investendo in cultura intercetteremo il futuro. Concorrere al bando del ministero dei beni culturali e delle attività culturali e del turismo, per il titolo di "capitale della cultura", diventa dunque l’occasione per fare crescere nella nostra comunità la consapevolezza che mentre si promuove un contesto che aiuti le persone a creare capacità che attivano i funzionamenti, perché ognuno possa realizzarsi e vivere la propria vita all’insegna della pari dignità umana, contemporaneamente si creano le precondizioni per lo sviluppo. Tutto questo è possibile se si attivano percorsi di amplissima partecipazione e di costruzione condivisa di un piano strategico che veda coinvolto il maggior numero di cittadini e l’universo di tutti gli stakeholders locali. Per il conferimento del titolo “Capitale Italiana della cultura” è necessario un atto formale di candidatura e la presentazione di un programma delle attività culturali della durata di un anno. Per questo motivo, abbiamo voluto preliminarmente incontrare e condividere con il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, il senso del progetto e solo dopo aver acquisito la massima disponibilità dello stesso a sostenere e adottare formalmente la partecipazione al bando, abbiamo programmato il primo incontro pubblico che si terrà martedì 3 maggio alle ore 18.30 presso la nuova sede del centro Studi “Feliciano Rossitto”, in via Ettore Maiorana e al quale sono invitati sia associazioni che singoli cittadini che vogliono organizzare in modo nuovo il futuro della nostra città”. (da.di.)