Ragusa maggioranza grillina in crisi

Il ritiro del proprio rappresentante in giunta, l’assessore ai servizi sociali Salvatore Martorana, da parte dell’associazione Partecipiamo rappresenta l’apice di una vera e propria settimana di passione (tanto per rimanere in tema pasquale) vissuta dal consiglio comunale di Ragusa e di riflesso dall’amministrazione civica grillina anche se il sindaco Piccitto sembra non voler “cataminarsi” più di tanto. Ripetute mancanze del numero legale dovute alle assenze dei pentastellati, attacchi frontali di un consigliere grillino all’assessore Stefano Martorana, “bestia nera” della fronda consiliare a cinque stelle, accuse altamente “impolitiche” alle opposizione ree di non assicurare il numero legale da parte di Nella Disca, a capo di un gruppo consiliare forte di ben 18 componenti anche se due sono al momento impossibilitati (e giustificati) per motivi personali, ed ora il disimpegno di Partecipiamo dalla giunta con il ritiro dell’assessore Salvo Martorana. Insomma, di tutto e di più, soprattutto per il gruppo consiliare del movimento 5 stelle che sembra aver decisamente perso di vista la bussola, il sestante ed i fari costieri e naviga apparentemente a vista, a meno che non ci siano altre e più sotterranee ed inconfessabili motivazioni. Tornando alle dichiarazioni di guerra di Nella Disca, aveva affermato che "è mancato il numero legale per colpa delle opposizioni, impegnate in tutto fuorché fare il loro lavoro…queste opposizioni hanno scambiato il Consiglio per un centro ricreativo…il Consiglio comunale consta di 30 consiglieri, di cui 16 appartengono alla maggioranza, quindi potremmo fare benissimo a meno di queste opposizioni, ma noi abbiamo un problema in quanto due nostri consiglieri sono assenti da tempo, una per motivi di salute e l'altro perché è fuori Italia e qui sta il giochetto misero delle opposizioni” per poi sferrare l’affondo accusando “stranamente questi colleghi sono sempre presenti all'inizio dei lavori d'aula e poi, dopo poco, se ne vanno, scompaiono. Il perché è chiaro il loro unico interesse è quello di intascarsi il gettone di presenza e di prendere la giustificazione per potersi assentare dal lavoro. Sta tutta qui la loro responsabilità, la loro passione per la politica, il loro interesse per i problemi della città". A queste pesanti affermazioni replica il consigliere Pd Mario D’Asta che sottolinea come “il capogruppo di M5S abbia voluto cimentarsi sul terreno della politica, dando lezioni a destra e manca ai rappresentati dell’opposizione”. E ribatte “se parliamo di politica allora giova ricordare al capogruppo Disca, nel caso lo avesse dimenticato, che sono loro, i Cinque Stelle, ad avere vinto le elezioni e ad avere il diritto-dovere di amministrare. Questo significa mantenere il numero legale quando necessario, mi sembra ovvio, senza attendersi alcun aiuto da parte delle opposizioni che invece devono vigilare e segnalare tutto ciò che non va. Ecco, semplici regole a cui, evidentemente, Nella Disca non sembra volersi adeguare”. Si dicono “molto preoccupati, rammaricati e sbalorditi per il vortice in cui è caduto il Consiglio Comunale e l'amministrazione Piccitto, un punto di non ritorno pericoloso, in cui gli stessi protagonisti hanno perso la trama.”i membri del direttivo del laboratorio 2.0. I quali evidenziano come si sia in presenza di “un assessore al Bilancio che, dopo aver incassato ben due rilievi della Corte dei Conti in appena una settimana e per cui ostenta giustificazioni paradossali, viene smentito e sfiduciato pubblicamente, in Consiglio comunale, da un attacco politico, profondo e sottile, dal consigliere Leggio (del suo stesso movimento), che in Aula ha trovato il coraggio di dirgli che “il tempo è scaduto”, chiedendo chiarezza, in primis, al sindaco”. Insomma, prosegue il direttivo del laboratorio 2.0 “una maggioranza sgretolata e dilaniata, nonostante le goffe e maldestre difese di qualcuno che addirittura incolpa l'opposizione; una maggioranza che appare del tutto incapace di andare avanti, ormai sola e senza più alleati. Sono morti di tatticismo, loro, i grillini, che hanno posseduto Palazzo dell'Aquila con ben 20 consiglieri in maggioranza, compresi gli alleati; che hanno fatto valere la forza dei numeri anche per non concedere una pausa per la cena all'opposizione. In tutto questo, mai un'assunzione di responsabilità da parte del sindaco, che assiste da dietro la tenda, come se tutto questo non lo riguardasse”. (da.di.)