La regione Sicilia contro gli studenti disabili iblei

Quante volte fin da piccoli ci siamo sentiti dire “dopo che sarrubarunu sant’Agata ci misiru i porti ri fierru”. La frase, etnea ma utilizzata nell’intera Sicilia sud orientale, diventa emblematica per la vicenda dei servizi per studenti disabili dell’ex provincia di Ragusa. Fin dall’inizio dell’anno scolastico in corso solo la buona volontà (e le forzature finanziarie) del commissario straordinario del Libero Consorzio Ibleo, Dario Cartabellotta, aveva assicurato, seppur sempre in extremis, la sussistenza di tali servizi in attesa che la finanziaria regionale assicurasse all’ente i fondi dovuti e necessari. Ed invece la tanto attesa manovra economica dell’Ars ha lasciato a bocca asciutta il territorio ibleo, dopo che anche la legge per Ibla (emendamento Dipasquale su royalties e successive polemiche a parte) aveva subito identica sorte, in un gioco al massacro palermitano nei confronti di quella che una volta con orgogliosa (ma forse troppo miope) autostima si soleva definire l’isola nell’isola. Tornando sulla questione dei servizi scolastici per gli studenti H, la politica, che non aveva saputo prevedere e prevenire le mosse antiragusane del governo e della maggioranza regionale, cerca ora di salvare il salvabile (o forse soltanto di salvarsi la faccia). Ed ecco che la senatrice del partito democratico Venerina Padua scrive una lettera aperta al governatore Crocetta per ricordare che “bisognava predisporre un capitolo di bilancio ad hoc per sanare la questione e che non si doveva arrivare a questo punto”. La Padua definisce “allarmanti, anzi incredibili le notizie che giungono dalla Regione siciliana per l’area iblea e che è insopportabile pensare che dei ragazzi diversamente abili possano non usufruire di diritti che sono costituzionalmente riconosciuti e sui quali si fonda l'ordinamento democratico del nostro Paese”. La senatrice dem poi si chiede allarmata “e ora? Come si spera di uscire da questa impasse? Il rischio è di lasciare ai margini della società persone che dovrebbero avere tutte le attenzioni che sono necessarie per realizzare una comunità veramente inclusiva”. Ma Venerina Padua puntualizza anche l’altra questione, quella cioè della mancanza di fondi per la manutenzione degli edifici scolastici annunciata sempre dal Commissario Cartabellotta, in considerazione del fatto che “i ragazzi hanno bisogno di vivere la quotidianità scolastica in ambienti sicuri e salubri, in una parola dignitosi”. Con molto fair play istituzione la senatrice sciclitana si dice infine convinta che “Crocetta sarà dispiaciuto e sbigottito nel leggere questa mia breve lettera e che porrà in essere, immediatamente, ogni azione necessaria al fine di risolvere questa incresciosa questione che interessa tutta la provincia iblea”. Un interlocutore diverso invece era stato individuato per la questione dalla parlamentare 5 stelle Marialucia Lorefice, che ha chiesto, per la seconda volta, “l’intervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Poletti al fine di risolvere il problema dell’assistenza e del trasporto degli studenti disabili degli istituti superiori del Libero Consorzio Comunale di Ragusa. Giovani che da oggi non potranno andare a scuola a causa del mancato stanziamento dei fondi da parte della Regione. Anche il deputato regionale Udc Orazio Ragusa, appena sospeso il servizio di trasporto ed assistenza per gli studenti disabili delle scuole superiori della provincia di Ragusa ha parlato di “una grandissima responsabilità politica che si sta assumendo questo Governo regionale che, da tempo, sembra avere perso di mira qual è la cosa più giusta da fare” e sottolinea, che “è stato stralciato l’emendamento che, come gruppo dell’Udc all’Ars avevamo presentato, per riequilibrare il bilancio del Libero consorzio comunale di Ragusa con un apporto di 2,4 milioni di euro, rendendo la situazione drammatica e insostenibile”. Anche se subito dopo, a finanziaria approvata, ha elencato una serie di “novità che riguardano da vicino anche la provincia di Ragusa, tra cui l'art. 9 che prevede la spesa di 4 milioni di euro per il trasporto gratuito dei disabili, l'integrazione delle diverse abilità, frequenza degli asili nido e di scuole di ogni ordine e grado e per i centri educativo-riabilitativi a carattere ambulatoriale”. Con una prospettiva non solo di tutela dei diritti degli studenti disabili ma anche dei livelli occupazionali del personale che a loro si dedica, interviene la Fisascat Cisl. In una nota congiunta del segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa-Siracusa, Paolo Sanzaro, di venera Carasi della Fisascat-Cisl Ragusa-Siracusa e del segretario territoriale Salvatore Scannavino, si afferma che “la sospensione del servizio di trasporto e assistenza agli studenti disabili delle scuole superiori dell’area iblea, oltre alla gravissima implicanza di carattere umanitario, ha una ricaduta non da poco sul piano occupazionale che bisognerebbe tenere in considerazione”. I tre esponenti di vertice della Cisl infatti si dicono “ decisamente preoccupati per una scelta che contribuisce a rendere ancora più complesso il quadro sociale di un territorio che sta conoscendo un lungo inverno dal punto di vista sindacale” Sanzaro, Carasi e Scannavino ritengono che “non è possibile che da Palermo non si trovino le risorse economiche da destinare al Libero consorzio comunale di Ragusa per l’espletamento di un servizio di fondamentale importanza per le fasce deboli” e chiedono con forza che “la Regione individui la soluzione. Intanto siamo pronti a sederci attorno a un tavolo assieme alle altre sigle sindacali, ai rappresentanti delle associazioni dei disabili per tutelare chi ha bisogno, fornendo il massimo dell’assistenza anche ai lavoratori. La sospensione di un simile servizio era un qualcosa di cui non si sarebbe dovuto neppure discutere. E invece, ancora qua, ancora oggi, siamo a parlarne non capendo quale sia la natura di tali scelte senza criterio adottate a Palermo”. (da.di.)