Le opere di Franco Cilia al Caffè letterario Quasimodo

Una piacevole serata tra arte e poesia quella tenutasi lo scorso sabato al Caffè Letterario Quasimodo di Modica. Al centro del X appuntamento del circolo culturale modicano le opere pittoriche del M° Franco Cilia, pittore ragusano fuori dal coro, libero da schemi, un “pittore-poeta”, come lo ha definito il Presidente del Caffè Quasimodo, Domenico Pisana, introducendo la serata. Cilia è stato presentato, con l'ausilio di slide riproducenti opere dell'artista, una decina delle quali materialmente presenti anche nell’Auditorium di Palazzo della Cultura, dal critico d'arte Andrea Guastella, che ne ha tracciato, con appropriati rilievi critici, le coordinate fondamentali, focalizzando l'evoluzione del suo percorso con particolare attenzione all'anelito verso l'infinito e ai suoi riferimenti artistici, tra i quali le pitture nere di Goya. È stato poi Domenico Pisana a tenere con Cilia una conversazione sul valore della pittura nel nostro tempo, dalla quale è emerso che Cilia è un pittore con una propria dichiarazione d’arte fortemente coscienziale che va oltre la materia e la luce e che coglie nel finito delle cose l'infinito dell'anima.
Il "Lounjazz Duo" , composto dal M° Lino Gatto alla chitarra e dal M° Giovanni La Ferla al sassofono, ha saputo creare, con alcuni intermezzi, una atmosfera di bellezza pittorico-musicale davvero gradevole.
“Quella di Franco Cilia – ha affermato Domenico Pisana - è una ‘pittura di coscienza’ dove si coglie la traduzione di un'idea, l’estensione di un pensiero che affronta spesso la tematica della frantumazione dell’Io e del rapporto dell’uomo con il suo doppio. I suoi viaggi nel tempo e nello spazio fanno di Cilia un circumnavigatore dentro la solarità del Mediterraneo – come sottolineato dallo stesso artista nel suo intervento”. Il suo percorso artistico – e ci avvaliamo di una bella nota critica d’arte di Stella, raffigura un infinito cosmico dove gli azzurri e le albe, le notti stellate sono l'altra faccia dell'incubo, dell'io e del suo doppio, dell'Eros e del Thanatos, di questa disarmonia essenziale della coscienza che emerge nelle infinite modulazioni che vanno dalle apparizioni mostruose alle forme di pura luce, dalla dilatazione della luce in un iperspazio senza limiti eppure finito alle implosioni della materia nella violenza, nella morte, nella sopraffazione”.
Franco Cilia ha allestito, in un cinquantennio di attività , mostre e collettive, sia all’estero passando da Madrid a Parigi, da Lisbona a Copenaghen, da Istanbul a São Paulo del Brasile a Città del Messico, da Campinas a Brasilia, a Oporto, Colonia e Weimar.